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Vita da pendolareIl pendolare non appartiene né al luogo dove risiede, né a quello dove lavora o studia. E' una sorta di apolide. E' colui che rincasa sempre in ritardo, costretto a scaldarsi la cena, a salutare i figli quando sono già a letto. Sempre di corsa, tra una coincidenza e l'altra, senza un attimo di tregua.Imprigionata in una routine insostenibile, la vita dei pendolari scorre scandita da schemi fissi a cui non ci si può sottrarre: stessi orari, stessa tratta da percorrere, stessi compagni di viaggio. Un'esperienza in cui paradossalmente anche l'imprevisto diventa di routine: un incidente, un guasto,un’occupazione di binari, lavori in corso, un treno fermo che blocca i binari … qualcosa inevitabilmente ci farà arrivare tardi al lavoro, ad una lezione o ad un esame importante, ad un appuntamento. Un effetto devastante a cascata che si protrae per tutta la giornata , ritardo su ritardo, senza soluzione di continuità. E tutto questo avviene per circa undici mesi all'anno, aspettando le agognate ferie. La giornata inizia prestissimo, ancor prima che il gallo canti, ancor prima che il chiarore del sole illumini la finestra della tua camera, e si conclude quando ormai l'ora di cena è un ricordo. Dopo la sveglia , c’è la ricerca affannosa di un posto dove parcheggiare la tua utilitaria ….Dove? Nel parcheggio grande,in quello piccolo, in quello sopraelevato non ancora collaudato ….. Ovunque!!! Basta non perdere il treno. Lunghe attese in stazione ci aspettano ogni giorno,ascoltando la voce del capostazione che ci dona un attimo di sollievo o ci butta nello sconforto, quando ci annuncia che il treno è o meno in orario. Poi c’è l’assalto alle carrozze per riuscire ad occupare un posto. Un posto dove spesso bisogna verificare se le porte laterali di ingresso/uscita sono funzionati , dove i finestrini spesso sono bloccati; l’impianto di riscaldamento/condizionamento è guasto o è funzionante ma bloccato su temperature troppo alte o troppo basse ;dove i sedili sono rattoppati , lerci e pieni di macchie di non ben specificata origine e dove si trovano resti di cibi abbandonati da gente incivile o pulci, zecche e larve di insetto; dove i poggiatesta non vengono mai puliti e allora è frequente vedere il passeggero che prende dei fazzoletti o buste prima di toccarli con la testa e c’è chi si è persino armato di teli e asciugamani. Un posto su un treno dove le condizioni igieniche sono a dir poco scarse e dal water esalano i peggiori odori perché di acqua ne viene soltanto un filo ad ogni scarico, la carta non c’è, il lavabo è un condensato di sporcizia, il piccolo pavimento è invaso dall’acqua. Un bel buon giorno per i pendolari e una gran beffa per quanti di loro pagano l’abbonamento e pretendono un servizio!Treni puliti, frequenti e in orario. Gabriella Gatto |
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