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LA SAGRA DELLE REGNETra storiche mura, nelle vie o nelle piazze, le sagre rappresentano ormai un appuntamento irrinunciabile che animano la vita di un intero paese. Una vera e propria tradizione che di anno in anno ha saputo crescere fino a diventare l’attrattiva più importante di tutta la comunità. Momenti di storia, folklore, cucina e divertimento che si intrecciano insieme per rallegrare adulti, anziani e bambini oggi come secoli fa. L’origine delle sagre, infatti, è antichissima. Il termine stesso deriva dal latino “sacrum” (sacro). Ed è proprio nei sagrati delle chiese che sono nate le più belle feste popolari come atti di devozione o ringraziamento specialmente in contesti rurali e agricoli. Un modo di celebrare tutti insieme i vari momenti dell’anno per ringraziare del raccolto o propiziarsi la bella stagione. Così, a “regnare” su panche e tavoli imbanditi, erano quei prodotti della terra che rappresentavano spesso l’unica fonte di reddito e di sostentamento per tutta la famiglia. Usanze, queste, che hanno saputo tramandarsi di generazione in generazione e che nel Basso Lazio, terra di campi e campanili, hanno senza dubbio trovato terreno fertile. Tanto che oggi la sagra è forse l’appuntamento più atteso e sentito nei vari Comuni, oltre che un’occasione per far assaggiare prodotti tipici, specialità e le prelibatezze della terra padovana. Un impegno che coinvolge centinaia di volontari della comunità promuovendo così anche l’aggregazione, l’amicizia tra le persone e anche il turismo enogastronomico e ambientale.Anche a Minturno, per gli stessi motivi, si festeggia probabilmente dal 1600 circa la festa delle regne o gregne, dal latino gremia e dal greco dragma, ovvero grano. Tuttavia, qui la festa si ricollega alla chiesa di San Francesco nella quale fu rinvenuta miracolosamente un’immagine della Vergine degli Angioli il 27 luglio 1621. E nel nome della Madre di Dio il popolo traettese da secoli dona la bionda messe dei campi consacrati dal lavoro dell’uomo. In passato, durante il 1800, i Padri Francescani festeggiavano la festa di Maria Santissima delle Grazie nel giorno due luglio, giorno consacrato alla Visita di Maria a S.Elisabetta.
La funzione che allora si festeggiava vedeva le giovani traettesi nei loro tipici abiti, al sorgere del sole e al suono delle campane, recarsi in campagna, cantando e recitando delle litanie, al fine di preparare dei fasci di grano detti anche manipoli o mennelli o covoni, da portare successivamente, intorno alle otto al suono delle zampogne e in processione da tutte le parti del paese, verso il Santuario della Madonna. Dall’Appia, nel contempo, salivano verso Traetto molti carri trainati dai buoi inghirlandati di corone e seguiti a piedi da altri devoti, così da offrire altro grano al tempio di Maria e ai piedi dell’altare venivano deposti cesti colmi di ogni specie di frutta di stagione e primizie dei campi. La manifestazione subì, durante il XIX sec. molte interruzioni dovute all’allontanamento dei Frati da Minturno per poi riprendere alla fine del secolo e proseguire fino al 1942, dove si interruppe nuovamente a seguito degli eventi bellici che hanno interessato la nostra terra. Nel dopoguerra la ricostruzione impegnò tutte le forze presenti sul territorio e man mano anche la chiesa e il convento tornarono alla vita. Nel 1954 P. Benedetto Fedele ripristinò la festa così come si festeggiava in passato. Una statua della Madonna, preceduta da tutte le statue venerate nella chiesa di S. Francesco, veniva portata in processione, tra canti e inni religiosi, fino al quadrivio dell’Annunziata, per andare incontro ad un’altra processione, quella dei carri gravati di covoni. Il sacerdote benediceva i carri, i buoi e i carresi e le due processioni si fondevano in una e si riprendeva la marcia fino a Portanova dove si trebbiava il grano e si consegnava il cereale al Superiore del Convento, mentre il P. Guardiano offriva ai carresi e alle autorità civili e militari del paese una pasto rifoccilante. La rievocazione della festa, infine, suggerì alla locale Pro-loco di riprendere la manifestazione popolare, insieme religiosa e folkloristica così nacque la I^ Sagra delle Regne che oggi è arrivata alla sua 54^ edizione. di Gabriella Gatto |
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