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Educate i vostri figli senza risparmiarvi

Il nostro Arcivescovo S.E. Mons. Fabio Bernardo D'Onorio è ritornato lungamente sull'assassinio del diciannovenne di Scauri Igor Franchini, in occasione della santa messa officiata presso la comunità parrocchiale del Villaggio Don Bosco, intenta a festeggiare San Giovanni Bosco, che prediligeva l'educazione preventiva dei giovani, per anticipare eventuali devianze ed errori.
Il Presule ha fatto presente che è "scandaloso e gravissimo che nella nostra amata terra che nel golfo abbraccia Gaeta, Formia e Minturno si stiano registrando, uno dopo l'altro, a poca distanza di tempo, episodi di inaudita ferocia dove giovanissimi si trasformano in branco nell'assalire coetanei inermi. Limitandomi solo alle ultime settimane prima l'episodio di Formia che ha visto un gruppo di minorenni picchiare a calci un loro compagno dopo che questi era caduto a terra, a tal punto da rendersi necessaria l'asportazione chirurgica della milza, rimasta spappolata. E ora l'assassinio di un diciannovenne ucciso a Scauri con una raffica di coltellate".
L'Arcivescovo è stato particolarmente severo nel valutare il ruolo che le famiglie oggi assolvono nell'educazione dei loro figli.
Ha accusato i genitori "di essere troppo arrendevoli e di consentire delle libertà alla loro prole che non li aiuta certo a crescere. Adolescenti autorizzati a rientrare a notte inoltrata, ai quali non si nega denaro che assolve poi i genitori dal dedicare loro tempo ed energie, che, invece, sarebbero indispensabili alla formazione dei giovani ai valori che li potrebbero far divenire buoni cristiani e ottimi cittadini. Fumo, droga, alcool sono i percorsi di vita di molti adolescenti e giovani. Le altre agenzie educative possono far molto per la nostra gioventù, ma prima ancora di chiedere attenzione al mondo della scuola e alla stessa Chiesa cattolica occorre che i valori autentici siano ritrovati nel seno delle famiglie, primo baluardo di difesa e primo laboratorio di crescita per i suoi giovani componenti. Le famiglie non debbono scaricare sugli altri le loro incapacità educative". Il suo è stato un grido di dolore sofferto e accalorato; in Spagna raggiunge il 26 e in Italia è mediamente del 28,7 per cento.

di Gabriella Gatto

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